• Clara Longhi

Chi è il mediatore interculturale?


La regione Emilia-Romagna definisce il mediatore interculturale come colui che "è in grado di individuare e veicolare i bisogni dell'utente straniero, assisterlo e facilitarlo ad inserirsi nel paese ospitante, svolgere attività di raccordo tra l'utente e la rete dei servizi presenti sul territorio, promuovere interventi rivolti alla diffusione della inter-culturalità", insomma una figura molto complessa.

Operando in ambito sanitario il mediatore deve quindi fungere da raccordo tra utente e servizi, ciò implica un'attività proattiva da parte del mediatore, il quale non si limita a tradurre le comunicazioni paziente-medico ma occorre che interpreti i bisogni del paziente per riuscire a indirizzarlo verso i servizi più adatti e a farlo entrare nell'ottica dei servizi sanitari del nostro paese.

Ad esempio, un giorno una turista austriaca che si è trovata a partorire in Italia mentre era in vacanza volevo uscire dall'ospedale il giorno stesso, il neonato stava bene, lei stava bene, e allora "Perché non posso uscire?". Pratica normalissima in Austria, non altretanto in Italia, in cui occorre effettuare alcuni esami prima di poter essere dimessi, così la signora è dovuta rimanere in ospedale.

Non significa dover accompagnare il paziente in ogni minimo passo, ma riuscire a far camminare il paziente all'interno del sistema sanitario con tutte le sue regole dette e non-dette che comporta.

La figura del mediatore interculturale è impiegata in diversi ambiti, non solo sanitario. Data la situazione in Italia relativamente all'emergenza migranti il mediatore interculturale è una figura chiave per facilitare l'integrazione e permettere di abbattere le prime barriere di comunicazione e vivibilità tra cultura ospitante e nuovo arrivato.

Relativamente a queste figure, vorrei segnalare un libro molto interessante in cui sono raccolte diverse esperienze di mediatori, in cui non vi è alcuna edulcorazione della realtà né filosofia semplicistica. Il libro in questione è "L'interpretazione del dolore: storie di rifugiati e di intepreti" di Giusi Sammartino.

Diversi interpreti italiani e stranieri, descrivono un'Italia quale ombelico del mondo crocevia di culture e di storie, alcune solo di passaggio, ma molte con un futuro perché cercato e inseguito con tenacia e volontà, questi sembrano gli unici ingredienti ricorrenti per una vita di successo, ma non priva di difficoltà. E poi si toccano baratri di tristezza in cui si racconta del deserto del Sahara, per noi occidentali così esotico ed affascinante, ma che nella realtà è pieno di scarpe e ossa.

Fonte definizione su sito della regione Emilia-Romagna

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